Collegio Ipasvi di Roma Albo degli Infermieri    
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 venerdì, 01 agosto 2014 @ 15:51
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Aniarti in merito alle “Linee Guida di indirizzo per la strutturazione e il dimensionamento dei servizi di emergenza/urgenza

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Dal MondoOggetto:
nota relativa al documento: “Linee guida di indirizzo e criteri operativi per la strutturazione e il dimensionamento dei servizi di emergenza e urgenza”
A commento del documento di proposta sugli standard in emergenza-urgenza, a cui questa Associazione ha contribuito come richiesto, per la sola parte di PS e DEA, si rilevano alcune criticità che sono emerse dalla lettura del documento finale e degli allegati redatti con il contributo delle società scientifiche e nello specifico con il contributo apportato dalla SIS 118.
Come riportato nell’allegato al documento relativamente alla sperimentazione della Regione Puglia (pag.: 86-96), e parimenti riproposto nel documento SIS 118, come già esposto durante la discussione della riunione pomeridiana del 7 maggio c.a. nella Vostra sede, questa Associazione non può che manifestare il proprio disaccordo rispetto ad una organizzazione della emergenza sanitaria territoriale composta solo di due livelli dell’intensità di risposta: il livello non sanitario di puro trasposto o base effettuato da volontari soccorritori ed il livello massimo di risposta erogato attraverso la presenza di mezzi medicalizzati (auto medica, elicottero etc).
È necessario sottolineare che in molte organizzazioni regionali, come confortato dalla letteratura scientifica e professionale Evidence based, esiste un livello di risposta intermedio sanitario che viene erogato dall’infermiere che in questo documento viene definito “facoltativo”.
Non solo scientificamente e nella pratica clinica basata sull’evidenza, la diffusione di strumenti come i protocolli (già previsti nel DPR 27 marzo 1992 art 10) ed i profili di cura, hanno reso il livello di risposta in emergenza fortemente standardizzato e accessibile a diversi professionisti che si confrontano anche sul fenomeno chiaramente riportato in letteratura dello skill-mix, ma hanno reso il livello dell’assistenza infermieristica obbligatorio.
Ci sembra grave che si possa pensare, sia in termini di assistenza al Cittadino sia di sostenibilità del sistema di emergenza sanitaria, di renderlo operativo solo con il livelli estremi di risposta (livello medicalizzato e volontari) escludendo del tutto il livello intermedio alto, che permette di rispettare anche il concetto di risposta per intensità che la rete si propone di dare misurando la domanda di salute e fornendo risposte appropriate.
Nel documento, come durante la discussione nell’ultimo incontro dove è stato presentato l’allegato integrato, è emersa tra le altre cose una contraddizione nella risposta che dovrebbe fornire il livello medicalizzato: da una parte dovrebbe intervenire nelle massime priorità coordinando le risorse in campo e stabilizzando il paziente grave, dall’altra si dovrebbe “sostituire” ai servizi di continuità assistenziale rispondendo e filtrando tutte le richieste inappropriate del territorio verso il sistema di emergenza, in modo da ridefinire il flusso della domanda verso i servizi di pronto soccorso. Quest’ultima funzione, che ad oggi tutti i sistemi di emergenza erogano in modo occasionale secondo questo documento diventerebbe una forma strutturata di utilizzo del medico di emergenza.
Di fatto, così facendo, si esclude il presidio sanitario nella fascia piu' ampia di interventi del servizio di emergenza. Sempre piu' frequentemente il lavoro di emergenza sul terreno si basa su minima stabilizzazione (certamente di centrata competenza infermieristica) e nell'individuazione di percorsi assistenziali ospedalieri idonei (come i percorsi di rivascolarizzazione cerebrale e coronarica, i centri hub e spoke, i percorsi per medullolesi, ecc). L'attivita' infermieristica in questo contesto è una condizione imprescindibile, non solo auspicabile ma necessaria.
Le alternative comporterebbero la creazione di figure ibride che di fatto non garantirebbero la possibilità per il cittadino di poter accedere ai corretti livelli assistenziali e ai corretti percorsi di cura.
La presenza di questo livello di assistenza sul territorio, tutt'altro che facoltativa è necessaria e lascia ai medici il presidio delle emergenze di livello superiore. Rende la graduazione della risposta un fatto reale e non teorico. La duttilita' del sistema di emergenza alle variabili necessita' della popolazione trova spazio proprio quando il livello di assistenza più diffuso (quello infermieristico) e' in grado di prevedere non solo azioni immediate per la salvaguardia della vita della persona, ma adire a livelli di integrazione verso l'alto e verso il basso. L'ambulanza infermieristica diviene il centro nevralgico del soccorso sanitario.
Nelle considerazioni finali, tutto il mondo scientifico internazionale lavora su strumenti di standardizzazione dell’emergenza che prevedono una risposta molto strutturata, in quanto non è la situazione di emergenza il momento per riflettere, ma il tempo di intervenire, ed agli operatori di ogni professione viene fornito un ampio ventaglio di algoritmi decisionali chiusi, dove la comunità scientifica si accorda sulla best practice, il professionista deve fare correttamente solo la valutazione della Persona assistita, cosa che vista l’evoluzione professionale degli ultimi trenta anni, l’infermiere è assolutamente in grado di fare.
Pertanto l’Aniarti, ribadendo il suo disaccordo per gli aspetti sottolineati, resta disponibile ad un dialogo costruttivo di approfondimento e revisione del documento che abbia come obiettivo imprescindibile la sicurezza del cittadino e la sostenibilità del sistema di emergenza territoriale.

 

COMUNICATO STAMPA: Policlinico Umberto I, nasce il primo reparto a gestione infermieristica

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EventiIL PASSO GIUSTO !

Centralità del malato, continuità dell’assistenza, integrazione professionale, coinvolgimento delle famiglie. Il modello sostenuto dagli infermieri per l’umanizzazione delle cure e la domiciliarità ha conosciuto il 29 luglio un giorno lieto con l’inaugurazione della prima Unità Operativa a Gestione Infermieristica del Policlinico Umberto I di Roma.
Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Policlinico Umberto I Domenico Alessio, del Rettore dell’Università di Roma Sapienza Luigi Frati, del Presidente del Collegio IPASVI di Roma Gennaro Rocco, dei dirigenti e del personale sanitario.
Il nuovo reparto assicura la presa in carico della persona che ha superato la fase acuta della malattia e necessita di un’assistenza infermieristica ad alta intensità per un recupero più rapido e completo. E’ dotato di posti letto, gestito in modo autonomo da uno staff infermieristico e destinato ad accogliere pazienti affetti da patologie cronico-degenerative provenienti da diversi reparti ospedalieri (Medicina d’urgenza, Medicina interna, Ortopedia, Chirurgia generale, Neurologia, Gastroenterologia).
Nel suo intervento, il Presidente Zingaretti ha sottolineato il ruolo strategico della razionalizzazione di reti e servizi nella nuova programmazione sanitaria regionale, evidenziando le opportunità offerte in questo campo dalla Degenza Infermieristica. Ha inoltre indicato nella nascita del nuovo reparto dell’Umberto I non un traguardo ma la tappa iniziale di un percorso graduale e completo, che porterà alla creazione di almeno una Unità Operativa a Degenza Infermieristica per ciascun Distretto Sanitario della Capitale.
Positivo ma accorto il commento del Presidente del Collegio IPASVI di Roma Gennaro Rocco: “Finalmente si apre uno spiraglio concreto verso il modello che da sempre noi infermieri sosteniamo per umanizzare le cure, disingolfare gli ospedali, valorizzare i professionisti e risparmiare anche un bel po’ di soldi. La partenza di questa Unità a Gestione Infermieristica segna un risultato importante per i cittadini e per la nostra sanità regionale. Un primo passo per superare i vecchi schemi organizzativi, superati e fallimentari, dando fiducia alla professione infermieristica che trova un giusto riconoscimento nei percorsi di autonomia gestionale. E questo gioverà molto all’efficacia del trattamento e alla salute dei cittadini. Inoltre - conclude il Presidente Rocco - il nuovo reparto apre uno spiraglio anche sul fronte dell’occupazione infermieristica che vive un momento storico drammatico. Sebbene pochi, i posti di lavoro attivati per questa struttura costituiscono un buon segnale per il futuro, anche se andranno stabilizzati presto e bene per non rifilare agli infermieri una cocente delusione”.
 
 

AVVISO A TUTTI GLI ISCRITTI

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Centro di eccellenza Ipasvi Roma*AVVISO BIBLIOTECA *

Si avverte la gentile utenza che nel mese di Agosto la Biblioteca resterà aperta i seguenti giorni:
4, 7, 25, 28 (orario 15-18, entrata fino alle 17).
Gli appuntamenti del martedì mattina, per la consultazione assistita delle banche dati, saranno invece sospesi per l'intero mese di Agosto.

* AVVISO CHIUSURA UFFICI *

Si comunica la gentile utenza che i nostri Uffici saranno CHIUSI al pubblico nei seguenti giorni: 13 e 14 Agosto.

Il Presidente ed il Consiglio Direttivo tutto augurano a TUTTI GLI ISCRITTI buone vacanze.
 
 

La vignetta del mese - Luglio 2014

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La vignetta del mese di Bito

 
 

Primo annuncio dei corsi di inglese periodo settembre - novembre 2014

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Centro di eccellenza Ipasvi RomaCORSI DI INGLESE settembre – novembre 2014

Prof. ALEO:

- Corso di inglese scientifico livello base
Inizio Mercoledì 17 settembre dalle 15 alle 17,30

- Corso di inglese scientifico preintermedio ( 2° livello )
Inizio Mercoledì 17 settembre dalle 17,30 alle 20

Prof. ROTATORI:

- Corso di inglese scientifico preintermedio ( 2° livello )
Inizio martedì 16 settembre dalle 15 alle 17,30

- Corso di fonetica e conversazione inglese 2° livello
Inizia martedì 16 settembre dalle 17,30 alle 20

- INGLESE: PRONUNCIA E COMPRENSIONE ALL'ASCOLTO (MODULO 2)

DESTINATARI Tutti coloro che vogliono migliorare la propria pronuncia e comprensione dell'inglese parlato contemporaneo.

ARTICOLAZIONE 30 ore complessive

PRESENTAZIONE Questo è un corso pratico per tutti coloro che desiderano migliorare la propria pronuncia inglese e comprendere in maniera più rapida e diretta i nativi. Il corso approfondirà gli argomenti trattati nel precedente modulo 1.

OBIETTIVI Sviluppare ed accrescere le proprie capacità conversazionali e di comprensione in lingua inglese.

DATA inizio 16 Settembre 2014

LIBRI DI TESTO 1) Collins, B. & Inger, M. (2013). Practical Phonetics and Phonology (3rd edition). Routledge. 2) Wells, J. (2008). Longman Pronunciation Dictionary (3rd ed.). Harlow: Pearson Longman.

METODOLOGIA Lezioni frontali, lavori di gruppo, esercitazioni, conversazione in lingua inglese.

LINGUA DEL CORSO Inglese

NOMINATIVO DOCENTI Alessandro Rotatori, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".


Tutte le lezioni hanno cadenza settimanale, due ore e trenta la settimana per 12 settimane, per un totale di 30 ore di lezione. Il costo per ogni corso è di 120,00 euro

Ogni corso è accreditato con 41,8 crediti ecm per ogni corso.

MODALITA’ DI PRENOTAZIONE E CONFERMA ISCRIZIONE :

I Colleghi interessati dovranno inviare la richiesta di prenotazione alla Consigliera NAPOLANO MATILDE al seguente indirizzo e mail: matilde.napolano@gmail.com oppure telefonare al seguente numero : 3391607334.

Alla richiesta seguirà una comunicazione di avvenuta prenotazione, che si concretizzerà, solo ed esclusivamente, con l’avvenuto pagamento della quota di partecipazione tramite bollettino postale n°38645008 intestato a :Collegio IPASVI Roma: nella causale va specificato il corso di inglese che si intende frequentare.
L'ordine di priorità, per la partecipazione ai corsi, è dato dalla data di richiesta e dal versamento della quota.
La copia del bollettino dovrà essere inviata al seguente numero di fax :0645437034 o consegnato al Collegio entro e non oltre sette giorni dalla data di prenotazione altrimenti verrà annullata l’iscrizione.
 
 

Il Centro di Eccellenza del Collegio IPASVI di Roma sul "the Daily Nurse"

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Centro di eccellenza Ipasvi RomaL'Infermiere di Famiglia e di Comunità

Il Ministero della Salute, in collaborazione con il Centro di Eccellenza per la Ricerca e la Cultura infermieristica e con il Collegio Ipasvi di Roma ha promosso un’indagine on line riguardo il ruolo dell’infermiere di famiglia. I ricercatori vogliono capire cosa succede sul territorio nazionale in merito allo sviluppo/istituzione di questa figura. Possono compilare il questionario solo infermieri che operano a livello di cure territoriali e/o che hanno conseguito, o stanno conseguendo, un master in infermieristica di famiglia, sanità pubblica o assimilabili.
L’obiettivo dei ricercatori è conoscere l’opinione degli infermieri che operano in questi ambiti. Il questionario è anonimo e i dati saranno analizzati in forma aggregata.

Partecipa all’indagine: https://it.surveymonkey.com/s/infermiere_di_famiglia_associazioni

Grazie per la collaborazione!

Coordinatore della ricerca: Dott. Gennaro Rocco
Responsabile metodologico Prof. Costantino Cipolla costantino.cipolla@unibo.it

Per visualizzare l'articolo cliccare sul link:


https://it.surveymonkey.com/s/infermiere_di_famiglia_ipasvi_provinciali

 
 

Comunicato Stampa

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Dal MondoEDILIZIA (OMNIROMA) Roma, 21 LUG - Sono oltre 620 milioni di euro i fondi messi in campo dalla Regione Lazio per investimenti in sanità: dal rinnovo pressoché totale del parco ambulanze, al potenziamento del sistema dell'emergenza, dall'acquisto di attrezzature tecnologiche, alla messa in sicurezza degli edifici, la riqualificazione straordinaria degli impianti finalizzati al risparmio energetico e la realizzazione di almeno una Casa della salute per ogni Distretto. E' il risultato del decreto 232 firmato dal governatore del Lazio il 15 luglio 2014, che permette di sbloccare i finanziamenti statali previsti dall'ex articolo 20 della legge 67/88 per l'ammodernamento delle infrastrutture sanitarie. Risorse che la Regione, dal 1998 al 2007, non aveva utilizzato. L'importo recuperato grazie al decreto è pari a 596.783 milioni di euro a cui si aggiungono i 31 milioni come quota a carico del bilancio regionale. Tra gli investimenti in programma, é previsto anche l'acquisto delle attrezzature necessarie all'avvio delle attività del nuovo ospedale dei Castelli in avanzata fase di costruzione, intervento per il quale verranno destinati 24 milioni di euro. A presentare i finanziamenti destinati all'edilizia sanitaria, questa mattina in Regione, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, il coordinatore della Cabina di Regia del Ssr Alessio D'Amato, la direttrice della programmazione socio-sanitaria della Regione Flori Degrassi e il presidente della Commissione politiche sociali e salute della Pisana, Rodolfo Lena. Il programma puntuale degli interventi verrà definito nei prossimi giorni insieme a tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere. "Con il decreto 232 di recente approvato, la Regione recupera un percorso di programmazione degli investimenti in edilizia sanitaria reso coerente dai piani operativi", ha detto D'Amato. "Dalla fase della ricognizione generale della programmazione, ora si passa alla fase degli investimenti - ha commentato Lena - Non è stato semplice, la situazione che è stata trovata oltre un anno fa è nota ed ora i primi risultati cominciano a venire. Ci voleva un anno di tempo per organizzare tutto e lo si è fatto con grande intelligenza, capendo singolarmente quali erano le necessità, ora quelle necessità si stanno riempiendo di contenuti e di soldi che andranno a dare risposte importanti, dalla rete ospedaliera alla rete territoriale. Questi sono i segnali concreti che l'amministrazione Zingaretti vuole dare con il contributo del Consiglio regionale tutto e della Commissione politiche sociali e salute, che lavora al fianco della Cabina di regia per innovare, cambiare e dare le risposte in sanità che il Lazio merita di avere da anni.
Lo stiamo facendo mettendo al centro la persona ed i pazienti in generale".
"La buona notizia - ha concluso Zingaretti - e' che nel Lazio si riprende ad investire massicciamente per una buona sanità".
 
 

NUOVO PARCO AMBULANZE E OSPEDALE DEI CASTELLI: BENE GLI INVESTIMENTI, MA IL PERSONALE DOV'E'?

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NewsOltre 620 milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio per i nuovi investimenti in sanità: dal rinnovo quasi totale del parco ambulanze al potenziamento del sistema dell'emergenza, dall'acquisto di attrezzature tecnologiche alla messa in sicurezza degli edifici, dalla riqualificazione energetica degli impianti alla realizzazione di almeno una Casa della salute per ogni Distretto sanitario.
E' quanto stabilito dal Decreto 232 firmato dal governatore del Lazio il 15 luglio scorso, che sblocca i finanziamenti statali previsti dall'ex articolo 20 della legge 67/88. Risorse che la Regione dal 1998 al 2007 non aveva utilizzato. L'importo recuperato è di 596.783 milioni di euro a cui si aggiungono 31 milioni a carico del bilancio regionale.
Tra gli investimenti in programma anche l'acquisto delle attrezzature necessarie all'avvio del nuovo Ospedale dei Castelli al quale verranno destinati 24 milioni di euro.
“La buona notizia - ha commentato il presidente Nicola Zingaretti illustrando il decreto - è che nel Lazio si riprende ad investire massicciamente per una buona sanità”.

“Bene gli investimenti sul 118 e sull’Ospedale dei Castelli - gli ha fatto eco il presidente del Collegio IPASVI di Roma Gennaro Rocco - ma non bastano per mitigare la crisi profondissima della nostra sanità. Occorre recuperare e spendere risorse anche per la gravissima carenza di personale, in particolare di infermieri, che rappresenta la principale emergenza del sistema. Inutile rinnovare il parco mezzi e realizzare un nuovo ospedale se poi mancano i professionisti per far funzionare i servizi. Chiediamo alla Regione di utilizzare la recente deroga al blocco del turn-over per assumere infermieri e arginare così i paurosi vuoti d’organico che penalizzano i cittadini e gli stessi operatori”.
 
 

Il Collegio di Roma al tavolo di confronto regionale sulle Case della Salute

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Dal MondoIl Collegio Ipasvi di Roma ha partecipato al tavolo di confronto tra cittadini, associazioni ed operatori sul tema “Case della Salute nel Sistema Sanitario Regionale” che si è tenuto venerdì 18 luglio presso il Consiglio regionale del Lazio, su iniziativa del CODICI e del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.

L'incontro ha costituito l'occasione per ribadire l'importanza
strategica della figura infermieristica nel quadro di una rinnovata
sanità sempre più integrata al territorio e sempre più vicina al
cittadino.

Il Presidente Dr Gennaro Rocco, nel suo intervento, ha sottolineato il
basso indice di presenza infermieristica in Italia rispetto agli
standard Ocse e dei Paesi più avanzati.
A proposito delle Case della Salute, l'Ipasvi ha reso noto il documento "Il contributo dell'infermieristica di comunità nella regione Lazio", già consegnato
al tavolo tecnico per l'attivazione delle Case della Salute.

"Per implementare la rete dei servizi e per supportare iniziative strategiche per il sistema delle cure primarie e la continuità assistenziale, occorre promuovere il ruolo e la funzione dell'infermiere di comunità e di famiglia, che può diventare il cardine del cambiamento", ha dichiarato il presidente Rocco.

Il Collegio di Roma ha posto poi all'attenzione della platea le più avanzate esperienze di Ambulatori infermieristici sia generalisti che specialistici, rilanciando anche la l’infermieristica scolastica", fondamentale per la gestione dei bisogni di salute dello studente e per l’educazione alla salute.
 
 

Lettera aperta Presidente Regione Lazio On. Zingaretti

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Dai CollegiProt.5480 Roma 11.07.2014

Egr. Presidente della Giunta Regionale del Lazio Egr. Direttori Generali delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del Lazio


Egregi Presidente e Direttori Generali,
gli infermieri di Roma e del Lazio tornano a sollecitare un Vostro immediato intervento per scongiurare il rischio di un blocco delle attività in molte strutture sanitarie della regione, dove l’emergenza degli organici infermieristici, ripetutamente denunciata dai singoli Collegi Provinciali IPASVI e dal Coordinamento regionale del Lazio, pregiudica la qualità dell’assistenza, la sicurezza dei cittadini e degli stessi operatori.
Con l’inizio delle ferie estive registriamo un ulteriore peggioramento della situazione in molti ospedali, anche i più qualificati, dove la carenza di infermieri ha già prodotto una forte riduzione delle prestazioni e costringe i pochi professionisti in servizio a turni di lavoro doppi o tripli, orari massacranti e continui richiami in servizio. Come pure cresce l’impegno per fronteggiare le rimostranze dei cittadini e per giustificare i disservizi o l’impossibilità di soddisfare le richieste dell’utenza per mancanza di personale. Condizioni di lavoro inaccettabili stigmatizzate dalle numerose segnalazioni ricevute quotidianamente dagli iscritti.
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