Sanit 2010: Riflettori puntati sulla professione infermieristica
mercoledì, 23 giugno 2010 @ 14:36
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Comunicato stampa del Collegio provinciale IPASVI di Roma - (Roma, 22 giugno 2010)
“Entro 6 mesi porteremo a casa il disegno di legge che trasforma i Collegi in Ordini: non è solo una promessa, ma un impegno”. Così il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha aperto il suo intervento di saluto ai mille infermieri intervenuti il 22 giugno al Convegno che il Collegio Ipasvi di Roma ha tenuto nell’ambito di Sanit 2010.
Altri due impegni nell’agenda del Ministro: la legge 69 sull’inserimento degli infermieri in farmacia, che offre nuove grandi opportunità alla professione, e il confronto sui numeri della programmazione universitaria.
“Oggi – ha detto Fazio – l’Università assicura non più di 14.000 infermieri laureati all’anno, contro un fabbisogno, forse sottostimato, di circa 22.000 unità”. Ma poiché il problema, ha spiegato, non può essere ricercato solo nell’aumento dell’attuale docenza, si impongono anche altre soluzioni, oggi allo studio, per un maggiore coinvolgimento degli infermieri in questa attività, che già di fatto esercitano.
“Non possiamo che apprezzare gli impegni ribaditi ancora una volta dal Ministro Fazio – ha commentato il presidente del Collegio Ipasvi Gennaro Rocco – e ci auguriamo che si traducano rapidamente in atti conformi alle aspettative degli infermieri. La partecipazione al nostro Convegno di tante autorità del Governo centrale e regionale attesta una grande attenzione nei nostri confronti, premessa necessaria per rilanciare il tavolo di confronto sulle questioni aperte”.
Il Ministro Meloni ha ribadito l’impegno del Governo di farsi carico delle problematiche giovanili, che in questa professione sono molto evidenti: “Vanno sostenute molto concretamente le opportunità che la professione infermieristica offre ai giovani”.
Anche il Presidente della Regione Renata Polverini ha voluto esprimere la sua vicinanza e simpatia nei confronti della professione infermieristica. “Sostengo la categoria soprattutto per due motivi: in primo luogo perché l’ho vista all’opera. Quattro meravigliose infermiere mi hanno permesso di accompagnare con dignità mio padre nel suo percorso di malattia, rimanendo nella propria casa. Gliene sarò per sempre riconoscente. Ma soprattutto per le testimonianze che raccolgo visitando ogni giorno le nostre strutture ospedaliere. I pazienti sono i vostri migliori sindacalisti – ha concluso – mi ripetono sempre “gli infermieri sono pochi, ma fanno molto, moltissimo per noi”.