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 giovedì, 09 settembre 2010 @ 01:56

Il Parlamento Europeo non è pienamente convinto sulla proposta di Direttiva sui Diritti dei Pazienti Assistenza Transfrontaliera

   
EuropaI Ministri della Salute dell’Ue si sono riuniti l’8 giugno 2010 a Lussemburgo (Health Council Meeting) e hanno raggiunto un accordo politico sulla proposta di Direttiva sui Diritti dei Pazienti nell’Assistenza Transfrontaliera. Questa bozza della Direttiva mira a facilitare l’accesso ad un’assistenza sicura e di alta qualità e a promuovere la cooperazione tra gli Stati Membri per risolvere le questioni sanitarie.

Tuttavia tale accordo, nonostante sia stato un importante passo in avanti dopo le discussioni stagnanti degli ultimi mesi, non ha convinto tutti Membri del Parlamento Europeo (MPE). Diversi Membri del Parlamento Europeo, nonché i medici e i gruppi dei pazienti effettivamente ritengono che bisogna ancora lavorarci molto prima che il testo diventi operativo.

Adesso la proposta di Direttiva ritorna al Parlamento Europeo, che ha già appoggiato una versione molto più ambiziosa. La maggioranza dei Membri del Parlamento Europeo dovrà votare a favore del testo rivisto e se ciò non accadrà, un accordo finale dovrà essere raggiunto tra i Membri del Parlamento Europeo e i governi affinché la bozza possa poi diventare una legge dell’Ue.

Il compromesso accettato dal Consiglio garantisce il rimborso delle spese sostenute dal paziente per cure mediche erogate da un altro Stato Membro dell’Ue, ma insiste su una serie di garanzie che danno alle autorità sanitarie nazionali il potere di non consentire ad alcuni pazienti di andare all’estero in certe circostanze. C’è anche maggiore chiarezza su chi dovrebbe pagare le cure dei pensionati che vanno a vivere in un altro Stato Membro – una problematica complessa che richiede trattative minuziose dietro le quinte prima del prossimo incontro ministeriale.

Per esempio, secondo l’accordo, un pensionato francese che vive in Spagna dovrà essere rimborsato dallo Stato Spagnolo qualora questa persona andasse in Germania per farsi curare. Invece, se tale persone andasse in Francia per farsi curare, i costi saranno coperti dallo Stato Francese.

Tuttavia, il Parlamento Europeo ha adottato una visione più liberale su fino a che punto la Direttiva possa spingersi a favore della mobilità del paziente, e alcuni europarlamentari ritengono che il compromesso del Consiglio Europeo associ ai diritti dei pazienti un numero eccessivo di condizioni.

L’europarlamentare francese di centro-destra Françoise Grossetête (Partito Popolare Europeo), relatrice della Direttiva presso il Parlamento Europeo, ha dichiarato “questa è una buona notizia perché il gioco non è arrivato ad una conclusione scontata. Gli Stati Membri hanno finalmente trovato un accordo su un testo che dà una risposta concreta ai pazienti che decidono di farsi curare all’estero. Come Relatrice del Parlamento Europeo, desidero più equità e giustizia per tutti i pazienti, sulla base delle loro esigenza sanitarie e non dei loro mezzi economici. Dunque, a causa della fragilità degli impegni presi da alcuni Stati Membri, presso il Parlamento Europeo c’è ancora molto lavoro da fare”.

In difesa dei pazienti, il European Patients' Forum (EPF) ha dichiarato che l’accordo tra i Ministri della Salute consente di passare alla fase successiva dei negoziati.

"In qualità di dichiarazione di intenti circa l’impegno dell’Ue nei confronti di un’assistenza sanitaria di alta qualità ed equa per i propri cittadini, sia che venga erogata nel proprio paese sia che venga erogata all’estero, questa Direttiva è molto importante, sebbene bisogna ancora lavorare ancora molto affinché essa possa offrire dei vantaggi ai pazienti”, ha dichiarato l’EPF. I Gruppi dei Pazienti auspica che ci siano dei meccanismi che offrano modalità di pagamento alternative, che evitano ai pazienti di farsi intermente carico di anticipare tutte le spese per l’assistenza sanitaria transfrontaliera. “Senza questi meccanismi la stragrande maggioranza della popolazione non potrà realmente beneficiare dei nuovi diritti che gli sono stati concessi”, ha dichiarato l’EPF. Tale organizzazione ha accolto positivamente i riferimenti all’e-health nel testo dell’accordo finale, che faciliterà lo scambi di informazioni attraverso le frontiere e aiuterà a garantire la sicurezza del paziente.

Gli europarlamentari discuteranno della questione nuovamente entro la fine dell’anno, ma alcuni fonti suggeriscono che è ancora troppo presto per considerare la questione chiusa per via delle divergenze tra il Parlamento e gli Stati Membri.
La Presidenza Belga dovrebbe iniziare i negoziati con gli europarlamentari allo scopo di giungere ad un accordo definitivo prima del passaggio di consegna della Presidenza dell’Ue dal Belgio all’Ungheria, nel 2011.
L’accordo del Consiglio dell’Ue, nonché la proposta di Direttiva in questione, sono disponibili sui seguenti link:

- L’Accordo del Consiglio:
http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/lsa/114992.pdf.

- La proposta di Direttiva della Commissione Europea:
http://ec.europa.eu/health/ph_overview/co_operation/healthcare/docs/COM_en.pdf.
 
 
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